Nella Valle dei Necron

6 agosto 2013

Ho notato negli ultimi mesi un visibile interesse per questo blog: non può che farmi piacere, ma ribadisco il concetto portato avanti da tre anni: “?”! è morto.

Invito allora tutti i nuovi followers del blog (e i vecchi che son rimasti persi nel vuoto) a visitare anche l’ennesima mutazione delle mie cazzate scritte tramite blog: lo trovate qui.

Se poi avete gioia nel visitare un blog morto per il semplice retrogusto amaro della vita che vi circonda, fate pure. Son contento lo stesso.

Originally posted on vibrisse, bollettino:

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Goodbye Cruel World

9 novembre 2010

“?”! chiude i battenti (su WordPress). Viva “?”!

Grande Fratello

8 novembre 2010

Ma da quand’e’ che e’ iniziato il Grande Fratello? Non che mi interessi piu’ di tanto: sara’ la solita brodaglia trash fatta di pecoroni ignoranti e troie che si credono dive solo peraver fatto vedere il culo a milioni di itlaiani… Milioni… Milioni…

 

[O almeno ci provero'...]

ovvero Il paradosso della settimana.

Non che mi faccia schifo star solo ,eventualmente, per tutta la vita. Il problema e’ non avere qualcuno al mio fianco per vantarmene.

Einstein diceva Non hai capito veramente qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarla a tua nonna.

Io tentai di spiegare l’uso e la costruzione del gerundio alla mia prozia, che mi ha cresciuto negli anni pre-universitari, insieme a mia nonna e mia madre. Probabilmente facevo l’ultimo anno delle elementari, non ricordo con esattezza. Lei se ne stava lì ad ascoltare, mentre io scrivevo verbi a caso su quel foglio A3 retto da un cavalletto per dipingere. Alla fine della mia lezione, lei disse, con la classica cadenza di chi è cresciuto nelle campagne della provincia di Cosenza e dintorni Se se, pu dumani continui ca quannu rinasciu m’arricuardu.

Ora, credenze o meno non mi interessano (ne ho già parlato altrove), non so se sia servito a qualcosa insegnare il gerundio a mia zia. Io stesso non riesco a stabilire se ho capito veramente il suo uso. Da bambino sentivo il dovere di dover dare qualcosa agli altri.

Adesso pretendo che mi sia ridato tutto indietro, ma in realtà è solo un capriccio: continuo, nonostante col passare degli anni la faccia sia diventata più pelosa e brutta, a sentire quel dovere che travolgeva le giornate d’estate, autunno, inverno e primavera.

Dove sta la fregatura? Io non l’ho capito: del resto, non posso spiegarlo nè a mia nonna, nè a sua sorella, entrambe morte da tempo. Mi rimarrà il dubbio per l’eternità come l’uso del gerundio.

Il mio computer sta diventando come la sceneggiatura di un film di Romero: a volte ritorna… Sono indeciso se aspettare Natale per poter scendere e poterlo cambiare oppure vendere il culo a qualche commesso degli Apple Store e prendere un MacBook a bigna. In nessuno dei due casi ne uscirei con le chiappe salve: qualche fregatura me la daranno diritta nell’ano sicuramente. Spendere nuovamente duemila euri per un fottuto Sony Vaio non mi va proprio: questo lo presi con i vari regali di zie, mia nonna, colleghe di mia madre e qualsiasi altra donna che abbia visto il mio pene quando ancora non avevo ricevuto in dono il peccato originale (grazie, Chiesa cristiana cattolica di Roma!).

La mia pazienza in questa settimana ha raggiunto il limite parecchie volte, come causa principale l’hard disk del PC, seguono poi esercizi vari di Geometria e la Lega Pokémon di Johto.

Mi sembra d’esser tornato ai tempi delle scuole medie, quando ci si arrapava per una tetta di Emanuela Folliero fatta vedere dal TG4 in onore dell’uscita del suo calendario, o delle risse tra i banchi per un Mammata, chira zoccola detto di troppo da uno dei tuoi compagni e le successive lacrime di coccodrillo sparate davanti la preside della scuola.

Non sembra che siano passati nemmeno dieci anni da allora.

Cancellati tutti o quasi, quelli meno inutili son rimasti, i ricordi del periodo di mezzo: le prime cotte con relative dichiarazioni, sparlate, rifiuti, lacrime e, per i maschietti, seghe consolatorie finali; le prime sbronze durante gli anni di liceo; le scommesse azzardate durante le mangiate sui pullman dopo le trasferte con la squadra di rugby; i bestemmioni lanciati alle due di notte quando si giocava a PES a casa di Carlo a Camigliatello.

Non è cambiato un cazzo.

Le bestemmie si fanno ancora, ma a scacchi o su ISS Pro o Tekken 3, le scommesse azzardate a mensa, le sbronze in Vettovaglie con i postumi che ti aggrediscono in Cavalieri mentre urli a squarciagola HO PERSO!, e le cotte… beh… in un modo o nell’altro possiamo parlarne allo stesso modo, anche se a 20-25 anni pensi più a chiavare che cercarti la storia infinita con la principessa Raperonzolo bimbaminkia di turno, che si bagna a ogni tua citazione di Jim Morrison, Fabio Volo, Jimmy Fontana, Adolf Hitler, Benito Mussolini: tempo fa mi capitò di sparare una sua frase in mezzo a un manipolo di ragazze pseudo-comuniste assatanate di sesso e capitalismo, dopo aver confessato la provenienza di tale citazione, insieme alle lodi per la mia lirica volarono via le speranze di trombarmene una. Starmi zitto na buona volta no, eh? La mia fortuna per queste cose è paragonabile al comfort dei treni di Dachau durante la Seconda Guerra Mondiale.

Quello che non cambia mai, da quando il mio cervello smise per un attimo di pensare solo ai Pokémon e alle tette della Folliero, sono i temi trattati dai politici in TV. Meno tasse per tutti; più soldi ai pensionati e a chi ha una classica famiglia napoletana composta da padre, madre e dodici bambini; meno soldi ai politici che sono i veri ladri della situazione (cazzo, se la cantano e se la suonano da vent’anni: stanno fottendo tutte le TOP 100 che Billboard fa da secoli oramai!) e tante altre.

Sarò qualunquista, in fondo me ne sbatto il cazzo di quello che pensate voi, ma ancora non riesco a capacitarmi del fatto che un qualsiasi essere umano sulla faccia della Terra debba dipendere, essere valutato e apprezzato solo per quanta grana porta nelle tasche delle multinazionali. Viviamo in un periodo dove stiamo rivalutando molti dei concetti e degli ideali dei secoli precedenti, ma in maniera totalmente scazzata. Questo dato di fatto penso che nel nostro Paese sia più evidente che in altri, dove ancora campano con il mito di distruggere i cattivoni nazisti in nome della democrazia e dell’uguaglianza dei popoli, metti che un giorno te li ritrovi a governare nuovamente…

Non mi capacito del fatto per cui stiamo tutti con la bocca a pompino quando si deve parlare a vanvera di finti moralismi e inutili credenze quando poi tiriamo subito indietro la bocca non appena vediamo un cazzo di problema serio.
Esempi banalissimi:

* Caso 1
- Oh, è morto/hanno ritrovato il cadavere di Taricone/Sarah Scazzi. [Varie circostanze retoriche che il solo accennarle mi vien la nausea]
– Quel fascista di merda/Quella gran troia?
– Eh, ma non puoi dire così adesso che è morto/a, che ne sai? Son tutti bravi a parlar male dei morti, perché sono morti. Ti vorrei vedere a dire queste cose davanti i loro cari, con che faccia glielo diresti? Siamo tutti bravi davanti una tastiera… [Ok la smetto altrimenti mi viene il voltastomaco]

* Caso 2
- Certo che il Governo dovrebbe muovere un po’ di più il culo per aumentare la sicurezza sui luoghi di lavoro
- E a me cosa importa? Tanto mica vado a lavorare in fabbrica dopo la laurea! [Te PENSI che sia così, e invece... N.d.A.]

I problemi della vita di oggi sono tanti e diversi, ma di sicuro non sono quelli di difendere il diritto dei morti che, appunto per definizione, stan messi meglio di noi.

Non dico di ricercare il Grande Elettrone oppure dar coscienza al mondo intero che viviamo in un’unica Verità di cui ognuno di noi vive una visione soggettiva in armonia con l’Universo.

Cerchiamo di ritornare a risolvere i piccoli problemi della vita con l’umiltà dei nostri antenati del Pleistocene, perché è di questo che la nostra esistenza tratta: piccoli problemi. Non molto tempo addietro salvare le chiappe da qualche tigre dai denti a sciabola era un problema serio, adesso è un piccolo problema (te credo, non esistono più!). Allo stesso modo si può trovare una soluzione al problema di migliaia di lavoratori che si ritrovano ogni anno con il culo spianato in mezzo a dei binari, tra lavori in nero e contratti a tempo indeterminato.

Ovviamente, tali soluzioni vanno trovate insieme, cooperando e agendo in alcuni casi come se fossimo davvero una unica mente. Non dico questo per amore di un ideale che si chiama Genere Umano, lo dico sempre per una concezione terra-terra che ho di cooperazione fra esseri umani. Siamo animali politici non per ispirazione divina o per qualche motivo idealistico, semplicemente abbiamo bisogno di interagire con altri simili per salvarci le chiappe, in continuazione e quotidianamente: dalle tigri dai denti a sciabola, dal precariato, dagli operatori telefonici, dalla Apple… Non ha importanza.

È una concezione un po’ negativa della vita, non c’è nulla di poetico dietro e di meraviglioso come gli unicorni che cagano arcobaleni, ma anni di lotte con il Cavo Link (e da qualche anno con la Wireless del Nintendo DS) mi hanno insegnato che l’unica vera ragione dell’evoluzione è il non finire immediatamente al Centro Pokémon per paralisi e scottature.

Poter gironzolare come degli imbecilli giorno e notte nell’erba alta, trombando con tutti i Ditto ci capitino a tiro, non sarebbe nemmeno un’idea malvagia. Ma quando arriva l’Allenatore di turno a rompere il cazzo con le sue Sfere Poké le opzioni sono due: salvare le chiappe o darle. Io non so quale sia la via più giusta da seguire: in entrambi i casi non possiamo rimanere a guardare.

Oggi vi parlo del nulla.

Cazzo! Ritorna dopo giorni che non si faceva vivo su sto blog di merda e adesso ci prepara il pippone mentale su concetti metafisici del cazzo come quando scrisse la recensione su John Cage*

Diranno subito i miei piccoli lettori. No! Oggi vi parlo di quello che in questi giorni (non)ho fatto. Ero li’ a pensare e ripensare, come mi capita spesso anche sulle minchiate quotidiane, quando all’improvviso il mio cervello ne fece un’altra delle sue: mori’… WRAH!

Ero li’, colmo di gioia per l’inizio delle lezioni, per aver comprato Pokemon Oro Heart Gold, riportando il mio status mentale a quello di un deficiente di tredici anni e riducendo il mio gia’ basso coefficiente di vita sociale e di colpo, tutto d’un fiato, come i Jack Daniel’s che di solito bevo a coppie senza avere dolori atroci alla faringe e all’apparato digestivo in generale, non c’avevo piu’ voglia di fare un cazzo di nulla.

Quando mi alzo la mattina rimango ore a fissare il soffitto con l’encefalogramma piatto, a stento riesco a trovare la forza per arrivare in dipartimento e difficilmente riesco a stare per piu’ di mezz’ora in Vettovaglie, meno che mai in Cavalieri. Lo dimostra il fatto che l’anno scorso invece di scrivere ste boiate da emo a quest’ora sarei stato in piazza a cantare i Creedence Clearwater Revival o fissare qualche culo di femmina iberica, italica o di figone allucinante in generale.

Non mi sento vecchio, neanche stanco. Di sicuro non posso lamentarmi della compagnia di persone che ho conosciuto qui a Pisa che, nonostante la puzza di merda di prima mattina su Corso Italia, rimane una citta’ magnifica [leccaculo time].

Rimbombano le parole del mio allenatore di rugby: Hai ventun’anni, dovresti mangiarti il mondo. A furia di pensarlo forse m’e’ venuta indigestione, o forse sono a digiuno dalla nascita. Mi sento come un idiota nel suo mondo perfettino fatto di cose da distruggere: solo dopo averle distrutte tutte, mi rendo conto non ho piu’ un cazzo da fare.

Augusto Biascica c’ha ragione… Bucio de culo!!!!

*Spam gratuito

Pausa?

11 ottobre 2010

È che non mi viene proprio niente di interessante da scrivere in questi giorni. Sarò diventato scemo e/o sono senza ispirazione. Mi prendo na pausa va! Ci si vede quando starò più in forma.

Tratto dalla prefazione del blog

“So Close, So Far… è un webcomic ideato durante le ore di cazzeggio (e sono molte). È scritto da cani e disegnato peggio, data la scarsa creatività ed estro creativo dell’autore. Credo non ci sia altro da dire al momento. Buona lettura (se siete interessati, altrimenti: bella John!).”

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