Quaest-io

Archivio per Giugno 2009

Minima Immoralia #199

In minima immoralia on 30 Giugno 2009 at 1:23 am

Sento spesso dire Con le nuove tecnologie le distanze tra le persone sono state pressocché annullate, ma rimane il dilemma se sia giusto o meno parlare con una persona dall’altro capo del mondo di cui non si sa quasi o del tutto niente. Secondo me non hanno perso in contatto diretto tra un individuo e un altro, ma in continuità: trovatemi voi una persona che almeno una volta non si è lamentata della connessione che ha fatto saltare la sua chat con l’amico che non sentiva da una vita (o magari la web chat piccante con una ragazza brasiliana o una videoconferenza tramite Skype…). Il problema sulla giustezza o meno del non avere un rapporto estetico, di kantiana memoria, con l’individuo che si ha di fronte non me lo pongo neanche, dato che da buon seminerd il 40% delle mie poche amicizie me le sono costruite tramite internet. Intanto mi rendo sempre conto di più che i miei minima immoralia sono diventati poco Minima e per niente Immoralia… Sarà la coscienza sporca che mi impone a eliminarli per sempre dal blog.

(meno uno)

Minima Immoralia #198 – Classifica Immoralia #22

In classifica immoralia, minima immoralia on 28 Giugno 2009 at 2:35 pm

Dovrei scrivere un post dedicandolo a Michael Jackson? Forse, ma non ho materiale soggettivo sufficiente per poterne parlare bene, nel peggiore dei casi. La prima volta che ascoltai interamente una canzone di MJ, le più famose bene o male le si conosceva per spezzoni nelle pubblicità o nei film, fu il video di Cry, dove lui sbucava verso la fine del video insieme a quella muraglia di gente che si teneva per mano collegando tutto il mondo. Non ricordo quanto tempo fa, forse durante il periodo del passaggio dalle elementari alle medie poiché ero entrato nel tunnel dei videogiochi targati Pokémon; ricordo che mi fece un po’ impressione, questo è un ricordo nitido. Tre anni fa poi, spinto da una curiosità marcata Mtv, comprai il suo CD più famoso e poi nulla più, amavo e amo tutt’ora in particolare Man In The Mirror, ché ha segnato in me un periodo di svolta. Altro non mi viene, i ricordi in questo periodo sono ptroppo confusi per metterli bene in ordine e fare un post decente, quindi mi limito a dargli un ultimo saluto e un grazie.

Classifica Piatti: 1. Making Movies – Dire Straits; 2. Abbey Road – Beatles; 3. Paolo Conte (Sparring Partner) – Paolo Conte; 4. Le Canzoni D’Amore – Francesco De Gregori; 5. Pazza Idea – Patty Pravo

Classifica Singoli: 1. Un’Ora Fa – Fausto Leali; 2. Man In The Mirror – Michael Jackson; 3. Via Con Me – Paolo Conte; 4. Satellite Of Love – Lou Reed; 5. Vendo Casa – Lucio Battisti

(meno due)

Minima Immoralia #197

In minima immoralia on 23 Giugno 2009 at 11:49 pm

Se ne sentono cazzate nell’arco di una giornata intera, non oserei nemmeno farne la stima di una vita. Fenomenali sono alcune trovate per giustificare lo scarso rendimento a scuola, altre invece sono solamente un macchinoso intento per velare intenti più subdoli (non me ne voglia il popolo italiano, ma il motto meno tasse per tutti sa di incredibile presa per il culo: qui lo dico e qui lo nego). Certe volte ho l’impressione che nel corso dei secoli l’italiano è sempre stato l’idea platonica del cazzaro, di quello che parla solo per il gusto di sprecare ossigeno, cosa molto grave, dato che sta iniziando a scarseggiare molto di questi tempi. Non partiamo già con le polemiche, lo faccio anche io, ora siete contenti? E’ un problema questo dell’ossigeno perché l’Italia, essendo un paese relativamente piccolo, non può disporre di grossi quantitativi del caro gas di cui i polmoni vanno ghiotti. Vi siete mai chiesti perché in America sparano stronzate dalla mattina alla sera? Quelli hanno un intero continente dove vengono create le sorti di tutta l’atmosfera terrestre: da escludere forse è il Texas, dato che deserto e mucche di certo non producono ossigeno. Qui in Italia abbiamo bisogno di una cosa essenziale e di un’altra di minore importanza. Innanzitutto, un gigantesco depuratore d’aria, magari creato da Carlo Rubbia, in grado di eliminare le castronerie dette da ogni singolo cittadino, e magari anche un depuratore di persone, in grado di togliere tutte le stronzate dalla testa degli italiani. Poi però mi si accuserebbe di creare un regime dedito alla censura, quindi meglio che me le tengo per me queste considerazioni.

(meno tre)

Classifica Immoralia #21

In classifica immoralia on 23 Giugno 2009 at 1:51 pm

Classifica Piatti: 1. Concerto Per Patty – Patty Pravo; 2. Bufalo Bill – Francesco De Gregori; 3. Rimmel – Francesco De Gregori; 4. Anime Salve – Fabrizio De André; 5. Come E’ Profondo Il Mare – Lucio Dalla

Classifica Singoli: 1. Verrano A Chiederti Del Nostro Amore – Fabrizio De André; 2. Un’Ora Fa – Patty Pravo; 3. Rimmel – Francesco De Gregori; 4. Corso Buenos Aires – Lucio Dalla; 5. Ho Visto Nina Volare – Fabrizio De André

Minima Immoralia #196

In minima immoralia on 23 Giugno 2009 at 1:08 am

Potrei scrivere versi ermetici di una bellezza disarmante, ma non mi chiamo Ungaretti nè Montale: finirei ogni componimento con un sonoro Che cazzo sto dicendo? Potrei comporre innumerevoli capolavori della musica moderna solamente utilizzando questo, ma non ho mai detto di essere Vangelis o Stockhausen: mi limito a creare musichette da videogame mai pubblicati e mai concepiti. Potrei dire di essere innamorato di qualcuna già lontana per me, ma non ho mai creduto di diventare un Cyrano: basta vederla felice. Potrei fare innumerevoli cose se solo ritrovassi la convinzione di portarle a termine, ma inizia a mancarmi la noia, e l’essere vago è l’unico modo per starle lontana. Insultatemi, offendetemi, sputatemi pure se volete: sono un intollerabile ipocondriaco di conoscenza, quando uno stimolo mi assale, devo trovarne la causa, per poi passare a un’altra e un’altra e un’altra ancora. Datemi del porco nichilista e io vi ringrazierò stoicamente; chiamatemi ebreo comunista e io vi farò il saluto romano; insultatemi, vi ringrazierò. Ma non perché oggi mi sento gentile e fraterno con gli uomini: oggi ho scoperto di essere ancora vivo nonostante l’ossido di carbonio presente nell’aria.

(meno quattro)

Classifica Immoralia #20

In classifica immoralia on 16 Giugno 2009 at 3:35 am

Pare che quest’anno il numero venti per me sia di moda. Io intanto mi godo sti cinque album ascoltati in settimana, che ai vent’anni poi ci penso.

Classifica Piatti: 1. Tubular Bells – Mike Oldfield; 2. Italyan, Rum Casusu Çikti – Elio E Le Storie Tese; 3. Synchronicity – Police; 4. Micah P. Hinson And The Opera Circuit – Micah P. Hinson; 5. Victor Démé – Victor Démé

Classifica Singoli: 1. Il Vitello Dai Piedi Di Balsa – Elio E Le Storie Tese; 2. Every Breath You Take – Police; 3. Islands – King Crimson; 4. She’s Got A Way – Billy Joel; 5. Lover, You Should’ve Come Over – Jeff Buckley

(Un grazie particolare a chi mi ha sopportato in questi giorni: oggi mi sento generoso…)

Minima Immoralia #195

In minima immoralia on 16 Giugno 2009 at 12:43 am

La voglia di dare, l’istinto di avere

    Che cos’è l’amor? Chiede Capossela in una sua canzone; De André risponde La voglia di dare, l’istinto di avere, dando l’impressione a chi ascolta di non conoscere realmente l’amore. I tempi cambiano, e i modi per amare pure. C’è chi scrisse un intero testo sacro, chi costruì un tempio, chi viaggiò per vent’anni nel Mediterraneo, chi visitò l’Inferno e poter arrivare in Paradiso. Ora le cose sembrano cambiate, meno appariscenti e più personali, più intime. Chi scrive una poesia da far leggere esclusivamente al diretto interessato, ad esempio; oppure far recapitare un mazzo di rose all’indirizzo dell’amato. Ogni tanto ci scappa il ragazzo innamorato che chiede alla donna di una vita di sposarlo durante una partita di basket o un servizio del TG, ma il più delle volte queste cose mi hanno dato un gusto di teatrino, più da vaudeville che per ispirazione d’amore vera e propria. La voglia di dare, di regalare un pezzo del proprio io a chi si ritiene degno di possederlo; l’istinto di avere: per la legge di conservazione della materia, uno scambio equo e solidale. La passione nella gola, l’ eros che si fa parola. Al di là della pubblicità dei Cornetti Algida, in aria si sente che si sta perdendo qualcosa di tutto questo. L’individualismo di ogni azione rimane fine a se stessa, così i pochi Catullo rimasti nel mondo vedono frantumarsi i loro odi et amo nell’attimo di un respiro o di un gemito. La voglia e l’istinto, eccolo oggi ridotto ai minimi termini: la voglia di farlo, l’istinto di procurarselo. In fondo Faber aveva ragione: Tu lo chiami amore e non sai che cos’è, tu lo chiami amore e non ti spieghi il perché.

    (meno cinque)

    Classifica Immoralia #19

    In classifica immoralia on 9 Giugno 2009 at 2:15 pm

    Classifica Piatti: 1. Libro Audio – Uochi Toki; 2. Surf City – Lively Ones; 3. Outlandos D’Amour – Police; 4. Hell – James Brown; 5. The Narcotic Story – Oxbow

    Classifica Singoli: 1. L’Osservatore, L’Osservatore1 – Uochi Toki; 2. Misirlou – Lively Ones; 3. Lover, You Should’ve Come Over – Jeff Buckley; 4. Black Magic Woman – Fleetwood Mac; 5. Cancer Of The Cure – Eels

    Minima Immoralia #194

    In minima immoralia on 8 Giugno 2009 at 3:02 am

    Il problema è semplice, la risoluzione dettagliata, ma non soddisfacente.

    Io, nel mio cranio, mi autoconvinco in maniera così soddisfancente da rimanerci di merda quando tutto crolla. Più convincente di un politico, più esaustivo di un professore, più sicuro di un calciatore dal dischetto. Il lato romantico, quello sognatore, che non perde la speranza fino all’ultimo minuto e l’ultima azione.

    Poi c’è l’altro lato, quello che esita, quello che se non fosse per il fiume vorrebbe il mondo statico e freddo. Quello calcolatore, che vede le cose come il Dottor Manhattan: un cumulo di atomi che si scontrano e fondono con regole precise e dettagliate sfuggenti all’occhio degli uomini che non conosceranno mai la loro vera natura.

    E il più delle volte va a finire che la ragione la ha sempre la seconda parte di me. In fondo gli uomini sono ammassi di carne in cerca di altra carne, quindi è nel gioco della sopravvivenza se una donna preferisce un uomo a discapito di un altro. Ma, porca puttana, quant’è doloroso per me.

    (meno sei)

    Minima Immoralia #193

    In minima immoralia on 5 Giugno 2009 at 11:46 pm

    Pensieri a catena

    Cerco. Cerco ancora qualcosa. Non ne conosco l’identità. Né cosa possa essere di preciso. Ricordo solo che mi manca qualcosa. Da quando ho perso la memoria. Da quando ho perso memoria di te. Di te e di noi. Cerco ancora qualcosa. Anche se non mi ammazzo di lavoro per trovarla. Non mi ammazzo più neanche di seghe per cercare una risposta. E’ un vuoto collettivo dei neuroni. Forse sono le radiazioni elettromagnetiche che mi stanno rendendo apatico. Forse sono le troppe puntate di Dr. House e General Hospital viste in una giornata a rendermi ipocondriaco. Ma sento che qualcosa mi manca. Qualcosa di fisico. Non di immateriale. Qualcosa di vero. Non di metafsico. Se non fossi tu la causa non starei ancora così. Se non fosse l’inimicizia che ci circonda non staremo ad azzannarci. Di volta in volta. Tutto ciò non mi aiuta a cercare quel che ho perso. Sento solo il bisogno di compensare questo insensato mancamento. Ora chiamami ripetitivo, infantile oppure scemo. Ma invece di cercare fighe stratosferiche tra le piazze ho preferito scrivere. Ho preferito chiudermi dentro quattro lati di un computer. Ho preferito la simulazione alla realtà. E adesso non me ne pento. Mi faccio solamente schifo. Curioso è notare che tutto questo lo dico da qui. Chiamami codardo o come vuoi. Tanto io il coraggio di dire le cose in faccia l’ho avuto molte volte. Forse anche troppe. Ora mi son stufato di parlare a vanvera. E dico vanvera perché con certezza tu non capirai nulla di quello che io scrivo. E’ un gioco assurdo quello che ci lega. Come la serpe con la mangusta. Come possono vivere l’uno senza l’altro? Ecco cosa ho cercato in tutto questo tempo. Un nemico. Un antagonista. Qualcuno che avvelenasse il mio bicchiere per vedermi morto. Ma io non ho mai avuto nemici. Solo tentati omicidi intellettuali. Tra le sedie pressate da culi inumani. A giocar a braccio di ferro o fumando sigarette. Tra una tequila e una coppa di champagne spaccata in due. Cerco ancora quello che non trovo. Anche se non mi ammazzo di lavoro. Non mi sparo più due seghe la mattina. Cercando di capire questo andazzo generale. Cercando un motivo per continuare a sperare. Sperare di trovare una persona migliore. Con cui gridare fare a cazzotti. Prendere un bicchierino. E poi tornare in questo assurdo spettacolo avanguardistico. Dove i leoni si scannano per un osso e non per una leonessa. Dove i leoni si scannano per soldi e non per figa. A volte ci scappa pure la lite per una donna. Ma nel peggiore dei casi finisce sempre che si ritorna amici come prima. Ci fosse almeno una persona in questo mondo ad aver le palle di odiarmi a vita. Certo non starei qui a scrivere. Ma a cercare un modo per sopraffare il mio avversario. E poi mi dicono che c’è tanta violenza e tanto odio in questo mondo. Io ho trovato solo una pistola e un coltellino svizzero. E mi son chiesto come può nascere l’odio senza interesse alcuno verso l’altra persona. Quindi sono arrivato alla conclusione. Non siamo sopraffatti dall’odio. Ma dal menefreghismo reciproco.

    (meno sette)

    Minima Immoralia #192

    In minima immoralia on 5 Giugno 2009 at 2:49 am

    Il Cinico
    Il Cinico
     è una canzone del duo rap italiano Uochi Toki. Una vera botta allo stomaco.

    Quando si parla di tumori, in un dialogo ad esempio, nasce quasi sempre una contesa tra gli interlocutori: “io sono più salutista”, “io li prevengo meglio”, “il fumo non fa male quanto lo fa la tua pessima alimentazione”. Lo ammetto: molto spesso anche io vengo tirato dentro. L’unica cosa di cui sono scontento è la pessima qualità della conversazione e del fatto che i malati stessi stanno chiusi in ospedale, i parenti molto spesso si fanno spessi e non ne vogliono parlare. Le riviste specializzate sono contraddittorie: pubblicitarie. Se invece chiedo ad un dottore, mi consiglia di mangiare molta frutta fresca. Mi bastava mi diceste: “non si può ancora sapere”.

    Sapete? Io accetto il fatto di morire per la negligenza della scienza o di un dottore. Conosco quel fenomeno chiamato incompletezza che genera l’imperfezione. Magari sul momento qualcuno avrà da dire, si potranno risentire, ma la cosa a me non interesserebbe visto che la realtà è questa: non si torna dalla morte. Posso dirlo senza che qualcuno mi sbatta in faccia il paradiso delle torte. Posso parlare senza dover mettere in ordine dei pixel? Commetto un crimine se dico che sto bene quando vado in giro con gli amici? Che non ho problemi ad impegnarmi nel risolvere problemi pur sapendo che ne spunteranno nuovi?

    Il fatto che io non abiti in città non vuol dire che sottointendo che la mia scelta diventi un esempio, una necessità per gli altri. Per farti un esempio, sappi che io ho la necessità di vedere il cielo intero, di sentire tutte quante le direzioni del vento, di poter aprire la porta e raggiungere un bosco di notte quelle poche volte in cui faccio fatica a prender sonno. Ho bisogno di vedere i flussi di acqua corrente, di ricordarmi che sono piccolo così anche i miei problemi sono piccoli e risolvibili, così non devo lanciare a tutti i costi lanciare accuse a me o ad altri, perdere tempi con le colpe o i meriti. Posso pensare agli alberi, ma non per alienarmi come gli autistici o combattervi come i pastori di alberi, bensì per un altro motivo, che sia il residuo della mia percentuale di vita o salvezza sotto i ferri di un medico e questa ve la spiego: se ho il 70% di probabilità di guarire da una malattia che, tra parantesi, non ho ancora contratto, faccio in modo che il restante 30% venga speso facendo passeggiate nel bosco visto che da morto di certo non avrò possibilità. È una questione di esperienze: la comprensione, intendo. Se guardi la Via Lattea la vedi lontana, ti senti all’esterno, ma è solo perché le distanze tra sistema e sistema non ti consentono la percezione del dentro. È la tua galassia. È un esempio che non capisci perché abiti in mezzo agli edifici. Il cielo di notte lo vedi arancione. Non dico “trasferisciti”, ma considera i limiti della tua ricerca di aggregazione. In città io ci vengo spesso, resto poco e quando torno corro perché non sopporto il rapporto con l’ambiente, non per il pollice verde o la coscienza ecologica: è solo che sento la mancanza di animali e piante. Mi tocca simularle diventando silenzioso, argenteo come le betulle oppure schivo e violento come un tasso. Frusto il mal di testa come i rami di un salice. Come un istrice: non avvicinarti.

    Non lavarti le mani quando tocchi la terra, l’erba, piuttosto quando tocchi la maniglia di un cesso pubblico profumato di limone o di vaniglia. Sei legato ad un quartiere da amici o da famiglia e non è un crimine se ne cerchi di migliori, dopotutto il compito dei rami è: allontanarsi dalle radici. I miei profili preferiti mi accompagnano: le colline. Sono tutte cose che puoi benissimo capire. Nel frattempo io continuo.

    (meno otto)

    Minima Immoralia #191

    In minima immoralia on 1 Giugno 2009 at 11:45 pm

    Ode al blog
    Perché “?”! vale,
    Perché “?”! è bello,
    Perché “?”! è senza conservanti o coloranti artificiali,
    Perché senza “?”! non so star,
    Non ti scordar mai di “?”!,
    Insieme a “?”! non ci sto più,
    I’m lovin “?”!,
    Ora spegni “?”! e vai a studiare, capito?
    No io non voto “?”!, preferisco quell’altro,
    Crederò a “?”! solo quando avrò ritrovato le mie ciabatte,
    “?”! è come la carta igienica, ne tiri due pezzi e ne escono dieci,
    “?”! vince una volta ogni morte di Papa,
    Ognuno sta solo sul cuor della terra,
    trafitto da un raggio di sole: 
    ed è subito “?”!
    Ora andate a nanna che è tardi, su!

    (Meno nove…)