Certe Notti

30 maggio 2010

Certe notti le passi con te stesso, tutte le notti le passi da solo. Tra una puntata di House, un poker con gli amici, qualche esercizio sugli endomorfismi e una barra di cioccolato al guaranà che ti fa venire un dolore di pancia che ti vien voglia di lacrimare. E per qualche minuto sai che quelle lacrime non sono finte, come spesso capita. Certe notti, passate in compagnia, non farebbero schifo a nessuno.

“It’s a love song” – Olivier Messiaen

Empatia

25 maggio 2010

Da una parte li capisco, questi interisti. Anni passati a rivendicare il loro posto fra i club piu’ importanti d’Europa e d’Italia, anni a subire critiche e decisioni arbitrarie di dubbia validita’, e finalmente, dopo anni di sofferenze, tutto questo dolore si e’ mutato in gioia pochi giorni fa. Qualche vecchietto avra’ pensato Ah! Finalmente hanno levato la polvere dalla TV: con tutto quel sudiciume che c’era li’ sopra si vedevano i video della Coppa Campioni in bianco e nero!

In The Dead Flesh

24 maggio 2010

Neanche siti come rotten.com riescono a smuovermi lo stomaco. Tempo fa bastava un bicchiere di Jack Daniel’s o una bottiglietta intera di sakè per costringere il mio corpo a prendere una decisione, fosse un bisogno biologico o una reazione delle sinapsi. Ora la maggior parte del tempo la passo davanti allo schermo del PC in cerca di affogati e gambetti, oppure su libri vagando dentro caverne dipinte dai Preadamiti oppure diagonalizzazioni di matrici. Non mi piace nemmeno scrivere di matematica su sto buco di blog, non voglio fare l’intellettuale impegnato in ogni campo dello scibile umano che non sa aprire nemmeno una scatoletta di fagioli senza pensarla già aperta, morendo sistematicamente di fame (a proposito, non ho proprio mangiato ieri e ora lo stomaco è quasi attivo). Nemmeno certa musica che prima mi dava una spinta in queste giornate di scazzo totale riesce a smuovermi, sembro un inutile ammasso di carne posta su un letto imbottito di esplosivo. Wolfenstein ci mette anche del suo, quando ti ritrovi un compagno di squadra tra gli Allies che ti vien voglia di prenderlo a colpi di Mortar sulla faccia, ma nella vita reale. L’unica consolazione sembra 4chan con il suo dannato umorismo razzista, non perché io lo sia, ma creano delle situazioni talmente assurde che la risata te la strappano fossi anche Nelson Mandela (Mufasa e Jack possono comprendere dopo quello che gli ho raccontato sul direttore d’orchestra cinese). Almeno avessi qualcosa di cui lamentarmi, di solito ci si lamenta per qualcosa che manca tipo ho bisogno di figa oppure ho bisogno di soldi: io, essendo a corto di entrambi questi bisogni, continuo a scroccare sigarette o tabacco e volti di coppiette felici che aspettano il bus o il taxi che li porti a casa dopo una serata passata nell’intimità. Sono un pezzo di carne morta che vaga accompagnata da uno spago, attaccata a qualsiasi cosa possa attaccarsi pur di rimanere in movimento. Fosse per me, vi brucerei tutti e userei le vostre ceneri per concimare cipolle.

Random NonSense @1

22 maggio 2010

Ti rendi conto solo dopo un anno che le uniche persone di cui puoi fidarti sono quelle con cui hai in comune solamente la fermata dell’autobus vicino l’università, perché se ti si chiudono le porte mentre stai scendendo puoi prendertela con loro per ogni male che ti è stato fatto. Ma loro non lo sapranno mai, né se la prenderanno a morte.

Che la tua vita comincia ad avere un senso: insulti a palate, come per Doretta.

Un battito di ciglia sonnolente racchiude un’esistenza
Spazio determinato, costretto dilatabile

Perché per la prima volta, quando qualche mio collega scopre (inevitabilmente) che mio padre non esiste, ribadisco per i cretini: non è morto: non esiste, qualcuno dice fichissimo invece dei soliti oh scusa, non lo sapevo e mi dispiace.

La Vita

9 maggio 2010

è corta, come la pipì di una farfalla. Tre giorni in tutto: si nasce, si tromba e si muore.

Ecco quello che ho imparato da quando ho iniziato a suonare con vari gruppetti amatoriali:
  1. L’ordine dei cavi è regolato da nessuna legge fisica presente nel nostro universo;
  2. Se la voce non si sente, è colpa del chitarrista. Se la chitarra non si sente, è colpa del batterista. Se la batteria va fuori tempo, è colpa del bassista. Se il basso non si sente, fa lo stesso;
  3. Accetta sempre di stare cinque minuti con chi è venuto ad ascoltare la vostra performance: c’è sempre una potenziale groupie;
  4. Le casse spia servono esclusivamente per saltare sul pubblico;
  5. Casomai dovreste suonare Sweet Child O’ Mine, il 50% degli ascoltatori dirà che è una canzone di Ligabue;
  6. Trattate sempre male il secondo chitarrista;
  7. Le bacchette rotte durante i live non si conservano, si lanciano addosso al tastierista;
  8. Se il tastierista attacca, su un pezzo, un organetto da chiesa, iniziate a prendere le offerte per compragli una tastiera nuova;
  9. Se il cantante è una lei (e anche carina), passerete la maggior parte del tempo a farle da bodyguard, anche durante i live;
  10. Ricordati di santificare il Jack Daniel’s, quando rimani senza voce a metà concerto.
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