Per Trell
2 dicembre 2008
E’ inutile scrivere logorroici voli pindarici sulla situazione umana, come ritengo inutile fingermi per l’ennesima volta freddo nei confronti di un evento tragico come la morte. Ogni volta che sento, vedo, persone a me care e che stimo molto andarsene via in maniera velocissima è sempre un pugno nello stomaco difficile da incassare. Altro non posso fare che ringraziare DeBaser per aver esaltato la tua nobiltà d’animo e la tua schiettezza, eliminando sovrastrutture che nella vita “reale” a volte intoppano e rendono difficili i rapporti sociali. Altro non posso fare che dirti di essere onorato di farne parte, perché c’eri anche tu, nonostante abbia parlato rarissime volte con te. La morte è un irreversibile passo, ma sono i ricordi degli altri che ti valorizzeranno, e la tua scomparsa diverrà sì quello più brutto, ma anche quello meno rilevante.
Ti saluto: per la prima, e unica, volta.
Very Funny
13 ottobre 2008
Overro come sputtanare una canzone nel suo stesso contesto. Fa parte di un album alquanto colossale, e il titolo lo conferma in pieno: 69 Love Songs. Il testo può spiegare più delle mie parole.
Everybody knows but me
when you go where you shouldn’t be
Everybody knows but me
where you go when you’re feeling free
Everybody knows but me
So you go there for a laugh
You just go to take photographs
To believe that, I’d be daft
But yes I think you go for a laugh
And you say, I love you honey
Very funny!
"?"! – Chi odia le fiabe
6 ottobre 2008
Tempo fa vidi un’intervista a Roberto Vecchioni. Era in merito al suo nuovo cervellotico libro che andava contro la logica del … e vissero tutti felici e contenti presente nelle fiabe, dove anche in esse la storia è fatta dai vincitori. Ricordo anche un paragone fatto con la Bibbia e il Corano, elevandoli a testi pieni di idiozie: come le fiabe, appunto. Il senso stomachevole di tale affermazione fu dettato più dall’antico sentimento religioso tendente all’integralismo che ad una attenta analisi di ciò che disse, anche in merito alle fiabe. Stento a credere che uomini con caratura culturale quali il Vecchioni stesso riescano ancora a trovare il coraggio di parlare delle fiabe come se stessero vedendo i lungometraggi della Disney (che amo, ma quelli veramente non hanno nessun riscontro con la realtà). Coloro i quali abbiano letto le vere fiabe e almeno qualche pezzo dell’Antico Testamento sanno che la Sirenetta di Andersen non sposò mai il suo amato principe, sanno la fine della strega che aveva la casa di marzapane, conosco la fine che fecero Sodoma e Gommorra, per non parlare delle leggi imposte nel Corano. Non credo proprio che questo genere di lettura sia tanto facile da portare sui maxischermi dei cinema per il puro divertimento dei bambini, ma ormai io sono di vecchio stampo: i bambini oggi si divertono più nel vedere un uomo spiaccicato su un muro di mattoni dopo aver fatto un volo di 35 metri piuttosto di immaginare cosa poteva fare il padre di Simba al suo malevico fratello se fosse rimasto in vita. E’ un discorso che potrebbe essere portato in qualsiasi lido culturale e parlare per ore o per anni. Considerare le fiabe come dei semplici strumenti per guadagnare soldi con degli album da colorare è grave, in quanto hanno un’importanza che va al di là della sola lettura infantile. Non credo neanche nel topos delle fiabe con lieto fine. Gli abitanti dell’isola di Santorini insegnano ai bambini piccoli i miti: “sono le nostre fiabe e favole”, questo dicono. E credo che tutti conoscano i lati duri della mitologia greca. Se mi è lecito, considero le fiabe come fanno gli abitanti di Santorini, e se è vero quello che diceva Hegel sui miti, che devono essere considerati storicamente e simbolicamente, la loro importanza non si limita a far dormire i nostri pargoli.
"?" ! – Chi le chiama Contraddizioni
2 ottobre 2008
Ogni dottrina, seppur con presupposti e modi diversi, arriva alla solita conclusione. Kurt Goedel in questo senso mi ha aperto gli occhi: in un campo “rigidamente” logico come quello matematico, le contraddizioni sono inevitabili. Ciò non vale solamente per la matematica, basta infatti osservare attentamente il mondo che ci circonda e notare che alcuni eventi si creano in condizioni che “teoricamente” non sono mai prevedibili. Alcuni sono impercettibili, in quanto ormai fanno parte della vita modesta di tutti i giorni, e piano piano entrano nella quotidianità. La maggior parte appaiono sconvolgenti, assurdi, non-naturali per chi ne ha conoscenza o avuto contatto. Ma non sono le contraddizioni a essere non-naturali, sono le stesse persone che le considerano tali ad esserlo. Lo diceva Einstein che la materia nè si crea nè si distrugge, ma si trasforma; lo diceva prima ancora Leibniz e prima ancora Epicuro. Il mondo è in continua trasformazione: è questo l’unico cardine della sua perfezione, se fosse perfetto solo per la sua immobilità finirebbe col marcire. Il paradiso stesso sarebbe una grande palude stagnante. Questa trasformazione necessità tuttavia un Equilibrio, e qualsiasi Equilibrio (in ogni dottrina nei secoli venuti e che devono venire) genera spesso e volentieri degli eventi “insoliti”. C’è chi le chiama contraddizioni. Col tempo ci si fa l’abitudine, come i matematici che hanno oramai accettato l’esistenza dei numeri immaginari, altri invece non le accetteranno mai, forse perchè “perfetti” nelle loro paludi. Non bisogna odiarli o disprezzarli, fanno parte anch’essi dell’Equilibrio.
Ascetismo Mi Amor!!!
28 settembre 2008
Dichiaro ufficialmente aperto il mio periodo ascetico: se noterete per le strade di Pisa (ed eventualmente anche Cosenza, Perugia, Bologna, Roma, Amantea e Messina) un gorilla di circa cento e rotti chili con capelli fino al deretano, barba fino all’inguine e occhiali con montatura RayBan e lenti fotocromatiche GreenVision, non chiamate la protezione civile o i servizi segreti americani per la salvaguardia del genere umano da attacchi di forme di vita extraterrestri o peggio ancora il vaticano per mandare un esorcista. E’ solamente il vostro idiota di fiducia che sta andando in qualche negozio di dischi a reclamare per l’ennesima volta l’introvabile vinile di qualche gruppo dimenticato dal resto del mondo come Polyrock o Bram Stoker.
Addio Rich
15 settembre 2008
Hai fondato il gruppo più famoso e più influente del mondo (insieme ai Beatles), hai dato degna sepoltura alla psichedelia dei Sixties con quel capolavoro di Ummagumma, hai visto una leggenda andarsene, altre venire nel corso degli anni, non sapendo che prima o poi il tuo nome sarebbe divenuto leggenda. Fosti il tocco jazz dei Pink Floyd, la vena malinconica, quella più paziente e ardita allo stesso tempo, pervasa da una poesia non descrivibile: la musica ha sempre fatto testo a parole nell’aria, una calligrafia a dir poco perfetta.
Richard William Wright
(Londra 1943-2008)
Us and them: and after all were only ordinary men…
Questioni di classe
14 settembre 2008
La logica è semplice. Confrontando un lavoratore del Nord che si “accontenta” di essere pagato con un salario pari a 10, con contratto regolare e iscrizione al sindacato, l’industriale del Nord preferisce il lavoratore extra-comunitario, che si accontenta (stavolta senza virgolette) di essere pagato con un salario pari a 3 e in nero. Al Sud la situazione è diversa, si preferisce nel 45% dei casi la malavita approfittando del regime di terrore e omertà che creano le associazioni a delinquere, del rimantente 55%, il 60% di esso sta a questo assurdo gioco, il 20% tenta di ribellarsi, l’altro 20% è strettamente legato a giri di mafia. Percentuali, quelle in positivo a livello reazionario, che confrontate alle rimanenti fanno semplicemente gelare il sangue per la loro unicità. In Germania la situazione è ancora più diversa, la mafia (nel maggiore dei casi la ‘ndrangheta calabrese) regola “semplicemente” giri di traffico di droga e prostituzione, non appena tentano di uscire da questi campi (se ne hanno la possibilità), la polizia tedesca fa rimpiangere loro la decisione presa (nel 95% delle probabilità). Ad un sano di mente viene da pensare: perchè in Germania sì e in Italia no? Per due motivi: dipendenza e omertà. Dipendenza delle istituzioni pubbliche negli affari mafiosi, e omertà di chi potrebbe far qualcosa nei piccoli ambienti non per paura, ma per l’ormai antico motto se io non tocco loro, loro non toccano me. Ma qui non si parla di insetti, animali feroci o tisici, qui si parla di dignità di un popolo, dignità che fra scandali Padrino-like e falsi in bilancio delle industrie sta via via andandosene verso il tragitto più breve che l’animo umano possa percorrere in questi casi: ano-tazza del cesso. Ho perso, in questi giorni, anche di dare l’elemosina ai bambini, che finisce per lo più nelle tasche dei magnaccia delle loro madri, costrette a lavorare per il 5% del ricavato del loro antico lavoro. Ma, cosa bisogna farci, queste sono le nuove classi del III millennio.
Buchi "neri"
10 settembre 2008
Quando gli uomini sentono parlare di buchi neri, non capiscono più nulla; iniziano a tralasciare le vere preoccupazioni per la “strana” paura di collassare a causa di un corpo scuro, piccolo come una noce di cocco e pesante quanto cinque milioni di balenottere azzurre. Come se non bastasse, nei buchi neri ci cadono ogni giorno della loro vita: basta vedere un programma qualsiasi in televisioni per ritrovartene milioni davanti la faccia. Pornografia gratuita? No: la tv ormai è diventata una galassia di stelle morte. Ma la cosa peggiore è che non vogliono rendersi conto di questa loro debolezza, e il problema nasce perchè certa mentalità da buoncostume limita una natura che è impossibile da svincolare, al momento. Si sentono (molto raramente in Italiano Correggiuto) ragazzi dai 13 ai 16 anni parlare di matrimonio, mentre lanciano molotov costruite imparando da YouTube per le strade di Roma oppure violentando una ragazza oppure uccidendo qualcuno e trovare per il processo la scusa del “rock satanico”, che da quando ascolto io musica non ne ho mai sentito. Certo, ce ne sono di gruppi che inneggiano a Satana, magari scrivendo testi che lodano 666 volte il Signore delle Mosche e i suoi figli divisi in re, conti e non ricordo più cosa, ma sono gruppi talmente fuori dal concetto musica in quanto arte che porli in una teca accanto a Raffaella Carrà o ai Back Street Boys non è bestemmia alcuna, anzi, “è tutto perfettamente logico”, come diceva il caro vecchio Thelonious Monk. Lui si che alla domanda “hai paura dei buchi neri?” non avrebbe risposto neanche sotto la più atroce tortura oppure, munito del suo smoking con la foglia di lattuga all’occhielo avrebbe risposto “non sono cose che mi riguardano”. Mi piace immagginarlo ancora seduto sul suo sgabello a cercare composizioni “perfettamente logiche” da suonare nei limiti dello spazio-tempo, per rendere ancora più incomprensibile la sua musica. Chissà, forse i più remoti sibili provenienti dalla fine del cosmo sono proprio le sue sperimentazioni su un grande pianoforte fatto di stelle e stringhe e atomi e qualsiasi altra cosa presente dentro questo scatolone, ma così arriverei a confonderlo con Dio, anche se non ho tutti i dubbi che possa esserlo.