Buchi "neri"

10 settembre 2008

Quando gli uomini sentono parlare di buchi neri, non capiscono più nulla; iniziano a tralasciare le vere preoccupazioni per la “strana” paura di collassare a causa di un corpo scuro, piccolo come una noce di cocco e pesante quanto cinque milioni di balenottere azzurre. Come se non bastasse, nei buchi neri ci cadono ogni giorno della loro vita: basta vedere un programma qualsiasi in televisioni per ritrovartene milioni davanti la faccia. Pornografia gratuita? No: la tv ormai è diventata una galassia di stelle morte. Ma la cosa peggiore è che non vogliono rendersi conto di questa loro debolezza, e il problema nasce perchè certa mentalità da buoncostume limita una natura che è impossibile da svincolare, al momento. Si sentono (molto raramente in Italiano Correggiuto) ragazzi dai 13 ai 16 anni parlare di matrimonio, mentre lanciano molotov costruite imparando da YouTube per le strade di Roma oppure violentando una ragazza oppure uccidendo qualcuno e trovare per il processo la scusa del “rock satanico”, che da quando ascolto io musica non ne ho mai sentito. Certo, ce ne sono di gruppi che inneggiano a Satana, magari scrivendo testi che lodano 666 volte il Signore delle Mosche e i suoi figli divisi in re, conti e non ricordo più cosa, ma sono gruppi talmente fuori dal concetto musica in quanto arte che porli in una teca accanto a Raffaella Carrà o ai Back Street Boys non è bestemmia alcuna, anzi, “è tutto perfettamente logico”, come diceva il caro vecchio Thelonious Monk. Lui si che alla domanda “hai paura dei buchi neri?” non avrebbe risposto neanche sotto la più atroce tortura oppure, munito del suo smoking con la foglia di lattuga all’occhielo avrebbe risposto “non sono cose che mi riguardano”. Mi piace immagginarlo ancora seduto sul suo sgabello a cercare composizioni “perfettamente logiche” da suonare nei limiti dello spazio-tempo, per rendere ancora più incomprensibile la sua musica. Chissà, forse i più remoti sibili provenienti dalla fine del cosmo sono proprio le sue sperimentazioni su un grande pianoforte fatto di stelle e stringhe e atomi e qualsiasi altra cosa presente dentro questo scatolone, ma così arriverei a confonderlo con Dio, anche se non ho tutti i dubbi che possa esserlo.

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