Questioni di classe

14 settembre 2008

La logica è semplice. Confrontando un lavoratore del Nord che si “accontenta” di essere pagato con un salario pari a 10, con contratto regolare e iscrizione al sindacato, l’industriale del Nord preferisce il lavoratore extra-comunitario, che si accontenta (stavolta senza virgolette) di essere pagato con un salario pari a 3 e in nero. Al Sud la situazione è diversa, si preferisce nel 45% dei casi la malavita approfittando del regime di terrore e omertà che creano le associazioni a delinquere, del rimantente 55%, il 60% di esso sta a questo assurdo gioco, il 20% tenta di ribellarsi, l’altro 20% è strettamente legato a giri di mafia. Percentuali, quelle in positivo a livello reazionario, che confrontate alle rimanenti fanno semplicemente gelare il sangue per la loro unicità. In Germania la situazione è ancora più diversa, la mafia (nel maggiore dei casi la ‘ndrangheta calabrese) regola “semplicemente” giri di traffico di droga e prostituzione, non appena tentano di uscire da questi campi (se ne hanno la possibilità), la polizia tedesca fa rimpiangere loro la decisione presa (nel 95% delle probabilità). Ad un sano di mente viene da pensare: perchè in Germania sì e in Italia no? Per due motivi: dipendenza e omertà. Dipendenza delle istituzioni pubbliche negli affari mafiosi, e omertà di chi potrebbe far qualcosa nei piccoli ambienti non per paura, ma per l’ormai antico motto se io non tocco loro, loro non toccano me. Ma qui non si parla di insetti, animali feroci o tisici, qui si parla di dignità di un popolo, dignità che fra scandali Padrino-like e falsi in bilancio delle industrie sta via via andandosene verso il tragitto più breve che l’animo umano possa percorrere in questi casi: ano-tazza del cesso. Ho perso, in questi giorni, anche di dare l’elemosina ai bambini, che finisce per lo più nelle tasche dei magnaccia delle loro madri, costrette a lavorare per il 5% del ricavato del loro antico lavoro. Ma, cosa bisogna farci, queste sono le nuove classi del III millennio.

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