"?"! – Chi odia le fiabe

6 ottobre 2008

Tempo fa vidi un’intervista a Roberto Vecchioni. Era in merito al suo nuovo cervellotico libro che andava contro la logica del … e vissero tutti felici e contenti presente nelle fiabe, dove anche in esse la storia è fatta dai vincitori. Ricordo anche un paragone fatto con la Bibbia e il Corano, elevandoli a testi pieni di idiozie: come le fiabe, appunto. Il senso stomachevole di tale affermazione fu dettato più dall’antico sentimento religioso tendente all’integralismo che ad una attenta analisi di ciò che disse, anche in merito alle fiabe. Stento a credere che uomini con caratura culturale quali il Vecchioni stesso riescano ancora a trovare il coraggio di parlare delle fiabe come se stessero vedendo i lungometraggi della Disney (che amo, ma quelli veramente non hanno nessun riscontro con la realtà). Coloro i quali abbiano letto le vere fiabe e almeno qualche pezzo dell’Antico Testamento sanno che la Sirenetta di Andersen non sposò mai il suo amato principe, sanno la fine della strega che aveva la casa di marzapane, conosco la fine che fecero Sodoma e Gommorra, per non parlare delle leggi imposte nel Corano. Non credo proprio che questo genere di lettura sia tanto facile da portare sui maxischermi dei cinema per il puro divertimento dei bambini, ma ormai io sono di vecchio stampo: i bambini oggi si divertono più nel vedere un uomo spiaccicato su un muro di mattoni dopo aver fatto un volo di 35 metri piuttosto di immaginare cosa poteva fare il padre di Simba al suo malevico fratello se fosse rimasto in vita. E’ un discorso che potrebbe essere portato in qualsiasi lido culturale e parlare per ore o per anni. Considerare le fiabe come dei semplici strumenti per guadagnare soldi con degli album da colorare è grave, in quanto hanno un’importanza che va al di là della sola lettura infantile. Non credo neanche nel topos delle fiabe con lieto fine. Gli abitanti dell’isola di Santorini insegnano ai bambini piccoli i miti: “sono le nostre fiabe e favole”, questo dicono. E credo che tutti conoscano i lati duri della mitologia greca. Se mi è lecito, considero le fiabe come fanno gli abitanti di Santorini, e se è vero quello che diceva Hegel sui miti, che devono essere considerati storicamente e simbolicamente, la loro importanza non si limita a far dormire i nostri pargoli.

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