Minima Immoralia #35

27 ottobre 2008

La spiegazione più efficace della teoria delle superstringhe la ascoltai mesi fa a casa di un mio amico da suo padre. Immagina l’Universo come formato da fette di prosciutto. All’inizio sono tutte disposte in modo piatto, liscio, senza una dimensione, ma non appena una inizia a muoversi, tutte le altre si muovono e danno una dimesione all’Universo. Chissà se anche le vite rispettino la teoria delle superstringhe. Ho potuto constatare negli anni che sicuramente ogni essere umano è come una fetta di prosciutto, che si attorciglia in milioni di pieghe per non far notare la sua trasparenza se messa alla luce del sole, e di come un piccolo movimento di una singola fetta provochi un movimento di massa per un intero etto. E’ forse una metafora un po’ strana, e appetitosa se qualcuno si degnerà a leggere questo post durante l’ora di pranzo, ma dopo migliaia di anni di letteratura e di scienze, dopo migliaia di anni di cultura, trovare qualcuno che paragoni l’Universo ad uno stabilimento di prosciutti ancora non l’ho trovato.

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