Minima Immoralia #118

7 gennaio 2009

Poche volte ho ascoltato e riascoltato un album con testi in inglese tanto da poter capire (un po’ a stento, data la mia incapacità) perfettamente le parole senza leggere i testi all’interno. Mi è capitato con A Night At The Opera, “Heroes” e The Wall. Quattro album di quattro autori che nel corso degli anni hanno instaurato con la mia anima un rapporto meraviglioso, fatto di lacrime gioiose e dolorose ma sempre cariche di emotività sincera; di grida e di lamenti che diventavano acustici silenzi. Da un po’ di tempo, da giugno per la precisione, dopo la morte di mia zia i padiglioni auricolari accolgono con benevolenza anche le stronzate che ogni giorno assediano le nostre vite. Le lacrime, le urla e i lamenti rimangono tali, ma la mia mente lotta per trovarne una ragione e cercare di rimediare ad alcuni errori. Per lo più errori commessi per peccati veniali, perché per quelli mortali, neanche Dio (volendo) potrebbe levarceli.

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