Minima Immoralia # 127

18 gennaio 2009

Dedica al post: sarà la quinta volta che ti riscrivo, quindi vedi di fare bella figura…

Spesso e volentieri, nella mia vita i momenti più topici sono quelli più inutili. Quei giorni in cui la calma piatta è tesa in maniera così simile ad una corda di violino che il punto esatto di rottura non è facilmente riscontrabile. Cosa succede dunque? La corda prende la forbice e si taglia da sola: non è come la procedura emo: è molto peggio. Il fatico simbolo della forbice può essere espresso, nell’epistemologia a posteriori dell’estetica trascendentale, in qualsiasi oggetto evento o semplice emozione che turba, come detto prima, la traquilla armonia della corda armonicizzata. Iniziano una serie di domande sull’esistenza (inteso alla maniera di Martin Heidegger) che difficilmente troveranno risposta nel piccolo mondo della res extensa, ma che fatalmente distruggeranno ogni mattone eretto nel muro della res cogitans.

Dedica ai “noartri”: questo post è dedicato a tutti coloro che durante la notte tra il 16 e il 17 gennaio non hanno dormito e hanno passato il resto del 17 immersi nel letto come delle amebe.

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