Minima Immoralia #145

3 febbraio 2009

L’impresa in questo millennio del proletariato medio è stata quella di prendere seriamente la questione circa la coscienza di classe collettiva. Perché non possiamo permettere all’industriale capitalista, corrotto dalle severe leggi imposte dal borghese governo che ci controlla con le sue subdole disquisizioni pseudoetiche, tenga in mano le sorti del plus-valore; in quanto rischia di danneggiare enormemente lo stato precario dell’operario che pone tutta la sua esistenza nel capitale medio. E allora, compagni, cosa possiamo fare noi figli della terra, nati nei campi e cresciuti nella città industriale governata da tali maiali che noi chiamiamo ancora nostri padroni? Di certo non vorremmo mai finire i nostri giorni tra l’insulso cemento che ci sovrasta oggi, eretto col sangue dei nostri padri in nome di un’illusione che oggi non può più esser presa in considerazione per i tempi storico-politico-sociali ed economici che incombono sulle nostre vite. Rinneghiamo gli errori del passato, continuando a lottare per quell’illusione che ha portato i nostri padri a fallire, ma a farci cresciere con l’animo operaio dentro. Compagni: LOTTIAMO PER IL PROLETARIATO!!!

Ecco a cosa si è ridotto l’intellettuale organico pur di portare a casa i pochi spiccioli per mantenere le fondamenta della sua modesta villetta sul lago artificiale.

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