Minima Immoralia #146

4 febbraio 2009

Due giorni fa mi è arrivato a casa il dizionario Treccani dei Neologismi. A parte quelli danteschi presenti nella Divina Commedia (che avevano un minimo di senso), considero i moderni neologismi come delle paraculate per non far sembrare gli scrittori di oggi degli analfabeti assurdi. Penserete Ma come?!? Se lo può permettere Bush a creare neologismi (il famoso misunderstimate) e non possono dei poveri scrittori? Porca miseria, hanno la licenza poetica… Premesso che i pochi scrittori che conosco e stimo hanno tanto di quel rispetto per la lingua italiana che non si permetterebbero mai di storpiare parole per crearne di nuove senza un minimo motivo, e poi chi lo ha detto che Bush, quel cowboy sessantenne, ha la licenza poetica? Comunque sia, ho sfogliato un po’ quel dizionario e mi sono imbattuto nel 90% dei casi in termini usati da Studio Aperto et simila (cinepanettone, ad alta citabilità, filo-pakistano…) e allora mi son chiesto Già che ci siamo mettiamoci anche gli errori di battitura tra i neologismi. Quanto mi manca la professoressa Veltri, che ogni volta che scrivevo qualcosa di volutamente sbagliato per stuzzicare la lettura me lo segnava come errore per “utilizzo di espressioni gergali inappropriate”.

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