Minima Immoralia #157

24 febbraio 2009

E’ successa una cosa straordinaria: so scrivere.

Non scrivere queste minchiate come faccio di solito, ma scrivere discorsi lunghi e concreti su di un argomento, che riesce a ramificare la sua natura in altre branche del tema principale, che riesce ad acchiappare l’interesse di almeno due lettori, che soddisfa le aspettative di questi e che lascia un segno in loro. Riesco a scrivere qualcosa di sensato quando sento che la fine è vicina (sono ipocondriaco) e dedico i miei ipotetici ultimi istanti di vita al meglio del meglio che riesco a trovare nel mio cervello. Poi un giorno mi accordo che le manie di morte da quando mia nonna fu preda del tumore che la portò via mi hanno fregato di nuovo: al momento mi incazzo come una iena, poi rifletto sul valore della vita e ripeto costantemente Bisogna aver maggior rispetto per la nostra vita, non tanto per noi stessi quanto per chi ci ama. Come diceva anche De André Io non mi preoccupo di morire, prima o poi tutti lo fanno, mi preoccupa invece pensare a chi mi ha voluto bene e come sarà la sua vita senza di me, e ho paura lasciarli da soli. Poi il giorno dopo ancora ti accorgi che nessun elettrocardiogramma e nessuna TAC ti hanno dato per morto (anche perché nessun medico ha curato la tua insania mentale) e ritorni alla vita monotona di tutti i giorni, l’Azzuro ritorna cielo, il Sole ritorna quella palla gialla sospesa in aria che non ti fa vedere un cazzo quando esci dal cinema o dalla disco, la Luna quel piatto argentato che tanto rapisce la tua ragazza e tu lo usi per trombartela, magari in un posticino appartato tipo quelli che si vedono nei film americani, quando la festa dei neodiplomati è al termine e tutti prima di andare a casa nerd compresi tentano di portarsi a letto la compagna di ballo (la Reginetta e il Re del ballo invece lo fanno direttamente a casa di lei, in quanto figlia del Governatore dell’Illinois o maggior contribuente del liceo, ne consegue che ella abbia una stanza grande un terzo della villa di famiglia e lì può fare tutto quello che le pare e piace). Ritorni a vedere i tuoi vicini di casa come quei rompicoglioni che di notte mettono la musica a palla, il tuo cane come quella bestia che se ci avessi pensato prima ora non ti starebbe mordendo la ciabatta per portarlo fuori a cagare e tentare di inchiappettarsi cagne grandi il triplo di lui (l’amore non ha limiti), persino tua madre la rivaluti per l’ennesima volta come quel donnone scassacazzo che ti ha dato alla luce e pensi Non l’avesse mai fatto. Io ringrazio (non so chi, ma è carino farlo) di essere ipocondriaco, perché almeno una volta al mese ricordo che la vita non va gettata nel cestino come i file temporanei che si pescano quando giri sui sitazzi porno come YouPorn, YouJizz e RedTube (sono un esperto lo so) e ringrazio tutti coloro che mi stanno accanto per farmi sentire sia speciale sia una cacchetta, perché anche le cacchette hanno il loro inestimabile valore.

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