Minima Immoralia #193

5 giugno 2009

Pensieri a catena

Cerco. Cerco ancora qualcosa. Non ne conosco l’identità. Né cosa possa essere di preciso. Ricordo solo che mi manca qualcosa. Da quando ho perso la memoria. Da quando ho perso memoria di te. Di te e di noi. Cerco ancora qualcosa. Anche se non mi ammazzo di lavoro per trovarla. Non mi ammazzo più neanche di seghe per cercare una risposta. E’ un vuoto collettivo dei neuroni. Forse sono le radiazioni elettromagnetiche che mi stanno rendendo apatico. Forse sono le troppe puntate di Dr. House e General Hospital viste in una giornata a rendermi ipocondriaco. Ma sento che qualcosa mi manca. Qualcosa di fisico. Non di immateriale. Qualcosa di vero. Non di metafsico. Se non fossi tu la causa non starei ancora così. Se non fosse l’inimicizia che ci circonda non staremo ad azzannarci. Di volta in volta. Tutto ciò non mi aiuta a cercare quel che ho perso. Sento solo il bisogno di compensare questo insensato mancamento. Ora chiamami ripetitivo, infantile oppure scemo. Ma invece di cercare fighe stratosferiche tra le piazze ho preferito scrivere. Ho preferito chiudermi dentro quattro lati di un computer. Ho preferito la simulazione alla realtà. E adesso non me ne pento. Mi faccio solamente schifo. Curioso è notare che tutto questo lo dico da qui. Chiamami codardo o come vuoi. Tanto io il coraggio di dire le cose in faccia l’ho avuto molte volte. Forse anche troppe. Ora mi son stufato di parlare a vanvera. E dico vanvera perché con certezza tu non capirai nulla di quello che io scrivo. E’ un gioco assurdo quello che ci lega. Come la serpe con la mangusta. Come possono vivere l’uno senza l’altro? Ecco cosa ho cercato in tutto questo tempo. Un nemico. Un antagonista. Qualcuno che avvelenasse il mio bicchiere per vedermi morto. Ma io non ho mai avuto nemici. Solo tentati omicidi intellettuali. Tra le sedie pressate da culi inumani. A giocar a braccio di ferro o fumando sigarette. Tra una tequila e una coppa di champagne spaccata in due. Cerco ancora quello che non trovo. Anche se non mi ammazzo di lavoro. Non mi sparo più due seghe la mattina. Cercando di capire questo andazzo generale. Cercando un motivo per continuare a sperare. Sperare di trovare una persona migliore. Con cui gridare fare a cazzotti. Prendere un bicchierino. E poi tornare in questo assurdo spettacolo avanguardistico. Dove i leoni si scannano per un osso e non per una leonessa. Dove i leoni si scannano per soldi e non per figa. A volte ci scappa pure la lite per una donna. Ma nel peggiore dei casi finisce sempre che si ritorna amici come prima. Ci fosse almeno una persona in questo mondo ad aver le palle di odiarmi a vita. Certo non starei qui a scrivere. Ma a cercare un modo per sopraffare il mio avversario. E poi mi dicono che c’è tanta violenza e tanto odio in questo mondo. Io ho trovato solo una pistola e un coltellino svizzero. E mi son chiesto come può nascere l’odio senza interesse alcuno verso l’altra persona. Quindi sono arrivato alla conclusione. Non siamo sopraffatti dall’odio. Ma dal menefreghismo reciproco.

(meno sette)

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