Perché Voi Siete Voi E Io Non Sono Un Cazzo…

24 luglio 2009

Dalla strada che percorro per andare in paese, si vedono le luci del suo cimitero. Stelle di una piccola e remota galassia, fatte di candele e fuochi fatui. Almeno i morti hanno la loro ragion di essere, alla mia indelicatezza di vivere. Vivo con la sensazione che l’anima sia putrida come la carne che regge: mangiata dalle larve e defecata dalle falene, per la sua pesantezza di vita. Vorrei vivere, ma il mio annullarmi di continuo per qualcos’altro o qualcuno mi trascina nel vento vorticoso della solitudine interiore. Non stare soli davanti uno specchio e basta, ma stare soli davanti uno specchio e rendersi conto che dentro di me altro non c’è che un’immensa ed eterna valanga. Al ritorno a casa, le pochi luci della città ancora velano il cielo stellato, da casa mia il cimitero non si vede, e le nubi fanno anche la loro parte. Se solo potessi vedere uno scorcio di cielo notturno questa serata si poteva anche evitare dal definirla inutile.

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