Terzo Capitolo #1

14 ottobre 2009

Il terzo capitolo è quello cruciale. I primi due son come i padroni di casa, che ti accolgono e ti fanno sentire un ospite gradito. Il terzo è come l’amica di famiglia che ti prende al cuore e ti fa vivere una storia meravigliosa, che per quanto possa durare, da una trentina di pagine a diversi volumi, non ti tradirà mai, se quel terzo capitolo ti ha coinvolto sin dal principio. Mi è successo col terzo capitolo dello Ulysses di James Joyce, col terzo capitolo di Norwegian Wood di Haruki Murakami e tanti altri. In questa serie di post (che non avranno una cadenza periodica, dipende dal tempo e dalla voglia con cui leggo un libro) proporrò un pezzo tratto da uno dei tanti Terzi Capitoli letti. Il primo di questa proposta viene da un libro che sto amando particolarmente, Out Of The Silent Planet di Clive Staples Lewis, più famoso per la sua opera The Chronicles Of Narnia. Di genere fantascientifico, narra le vicissitudini che hanno portato un filologo inglese di nome Elwin Ramson sul pianeta Malacandra scoprendone misteri, meraviglie e popoli, e scoprendo anche l’immenso mistero che avvolge il nostro pianeta, chiamato il pianeta silenzioso, per aver cessato da millenni di conversare con gli altri mondi. Ecco a voi il passo:

Un dirigibile, una qualche macchina volante… ma perché la Luna era così enorme? Non poteva avere dimensioni simili, era chiaro, e si rese conto di averlo saputo fin dal primo istante, ma di aver rimosso quell’idea per il terrore che gliene derivava. Nello stesso momento gli balenò un pensiero che gli mozzo il fiato: quella notte non c’era Luna piena. Ricordava distintamente di essere venuto da Nadderby sotto un cielo senza Luna . E se anche ce ne fosse stata una falce sottilissima che lui non aveva visto, come poteva essere cresciuta tanto in poche ore? Mai avrebbe potuto raggiungere proporzioni simili… quel disco megalomane, che ormai riempiva quasi la metà del cielo, molto più grande del pallone da calcio cui l’aveva paragonato in un primo momento, più grande anche del cerchio di un bambino. e dov’era l'<<uomo della Luna>>, il volto familiare che da sempre veglia sulle generazioni degli uomini? Quella non era affatto la Luna. Si sentì rizzare i capelli.
In quell’attimo il rumore di una porta che si apriva gli fece voltare la testa. Un rettangolo di luce abbagliante apparve dietro di lui e svanì immediatamente, mentre la porta si richiudeva alle spalle della sagoma massiccia di un uomo nudo che Ramson riconobbe per Weston. Né un rimprovero, né una richiesta di spiegazioni salirono alle labbra, anzi non gli vennero neppure in mente: come sarebbe stato possibile con quella sfera mostruosa che li sovrastava? La semplice presenza di un essere umano che offriva, se non altro, compagnia, spezzò la tensione dei suoi nervi in lotta contro un infinito sgomento. Si accorse, quando cominciò a parlare, che singhiozzava.
<<Weston! Weston!>> balbettò. <<Che cos’è? Non è la Luna, così enorme non può essere la Luna!>>.
<<No,>> rispose l’altro <<è la Terra>>.

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