Cosmo – Premessa

7 dicembre 2009

[Rigrazio Tito Lucrezio Caro, Bartolomeo Spinoza, Charles Darwin, Albert Einstein, Carl Sagan, Karl Marx e Oscar Wilde. Senza di loro questo post sarebbe stato schifosamente sconnesso, più di quanto non lo sia in realtà.]

Quando si è nella propria casa si sente costantemente il desiderio di uscire, soffocati da quella monotonia che avvolge le quattro mura. Ma non appena si poggia un piede al di fuori di essa, ecco comparire l’agorafobico istinto della protezione, e in questi casi l’universo diventa troppo grande, infinito; anche quando siamo lontani anni da quel tetto che ci ha concepiti, la paura di essere avvolti nell’anonimato del cosmo ci assilla ogni giorno. Non è la Morte la vera paura, è il terrore di essere dimenticati che comanda le nostre azioni. Mi rendo conto di essere più piccolo di un atomo se penso a Giove e le sue lune, insignificante quando osservo gli anelli di Saturno, inutile studiando la Luna e le maree. Ma nello stesso tempo mi sento più vicino a casa se tento di concepire nella mia mente la distanza dal Sole di Plutone, più rilassato quando analizzo il diagramma Hertzsprung-Russell e immortale mentre leggo qualcosa sui Quasar. Non sono meraviglie, non sono opere di un Dio metafisico, che prima di Galileo era posto sopra le nuvole e ora lo pongono al di là di qualsiasi legge, anche metafisica, non sono frutto di un caso riconducibile ad una serie sconcertantemente fortuita di numeri, non una beffa quantistica né accozzaglia di formule matematiche. Sono corpi vivi in un organismo più complesso, amo concepirlo così il nostro universo, organizzato come un corpo umano non per vivere e sopravvivere, ma per esprimere vita. Non c’è stringa, quark, atomo, molecola, proteina, cellula, animale, montagna, pianeta, galassia e ammasso locale che non esprima la voglia incessante di ricevere e dare vita da quello che ci circonda. Un immenso corpo in simbiosi con tanti altri corpi, legati da un patto che il solo esprimerlo in termini di spazio-tempo ha reso la vita difficile a qualsiasi uomo abbia tentato di trovare una chiave di lettura valida per questo enorme progetto. Valida, ovvero, universale. Sembra paradossale, ma non ho mai creduto che il Cosmo si sia mai posto il problema di trovare una legge che concretizzasse i miliardi di enti presenti al suo interno. E’ come una grande festa dove qualsiasi persona, anche quella che entra solo per bere un bicchiere d’acqua è invitata. Anche se passasse di lì per caso, sarebbe invitata comunque. Concepita così la vita umana sembrerebbe un incredibile spettacolo di cabaret dove anche un’atroce tragedia deve essere presa alla leggera. Quel modo di comportarsi non è esprimere,  è comportarsi da idioti. E’ un concetto talmente grande ciò che ho scritto in questo post che non riesco neanche a trovare termini, esempi e controesempi adatti per esprimerlo al meglio, ho bisogno di tenerlo ancora dentro per farlo maturare meglio. Intanto queste sono le premesse, sono i punti chiave che mi permettono ogni mattina di alzarmi e non trovare una scusa per far prevalere l’agorafobia che ho in corpo.

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Una Risposta to “Cosmo – Premessa”

  1. smt1033 said

    Quindi può darci il suo fegato? (cit.)

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