Effetto Memoria – Continuazione

22 marzo 2010

Non ho mai avuto una grande considerazione dei ricordi. Solamente un’accozzaglia casuale di immagini e suoni del passato che ritornano quanto meno te l’aspetti a portare più malinconia di quanta non possa averne negli ultimi anni. Ecco comparire recentemente l’occhio buono di mio nonno che alla festa per i miei due anni mi teneva in braccio cantandomi Tanti Auguri A Te, l’altro lo perse durante El Alamein. Di quell’evento ora vi è solamente una foto raccolta in tante altre nel primo di due album dedicati alla mia infanzia. La sostanziale differenza tra un ricordo e una foto potrebbe essere che la foto, guardandola, scatena nel cervello l’inevitabile meccanismo che azione il ricordare il ricordo, mentre per il ricordo difficilmente scatta il ricordare una foto, o almeno capita spesso a me di non ricordare in nessun modo una fotografia se non è dentro un ricordo stesso, un momento in cui la commentai con qualcuno o la scattai in un periodo importante. In realtà sono un bugiardo, perché ricordo tutte le foto che ho scattato e mi hanno scattato negli ultimi cinque anni. I ricordi sono un frammisto di bugie, una letterina a Babbo Natale con su scritto Caro Babbo Natale, oggi vorrei rivedere qualcuno che è morto: puoi mandarmi una foto del suddetto? Di te ricordo il giorno in cui incontrai per caso E. dandomi la notizia che nessuno si aspettava. S. la prese come uno scherzo: la sera stessa eravamo alla piazzetta vicino la statua di San Francesco a ricordarci, sotto delle nuvole senza lacrime, il vuoto che da ora in avanti avresti lasciato in ognuno di noi. Di te ricordo i ragazzi e i tradimenti delle medie, poi una sera di Capodanno e una notte di metà gennaio. Neanche il tempo di respirare l’aria di novità che doveva arrivare che già mi sbattevi in faccia la polvere del tappeto tolto da sotto il mio culo. In quel mentre, sbattere la testa contro il muro è stato l’unico sollievo: Piangi per il dolore fisico e non per stronzate simili di solito dico agli altri, e per coerenza mi sarei tagliato un piede piuttosto che continuare a lacrimare come facevo a cinque anni per un giocatollo rotto. Ma ero inerme e impreparato: io, te e il quadro di mio zio, morto in Grecia durante la guerra. Ha vinto la staticità del quadro, che di lì in poi per un anno continuai a fissare senza motivo, in cerca di qualcosa da fare. L’ho trovata quest’anno: quel poco di odore regalatomi dalla nostra relazione e dal tuo imene, che aveva invaso la mia mano, ora è stato soppiantato dal fumo delle sigarette. Di queste due persone ho solo due foto, entrambe scattate da me credo. In una te eri vestito di bianco, per un matrimonio o una comunione, nell’altra te avevi un cappellino del Burger King a forma di corona e ti saresti divertita tanto quella sera se io non avessi avuto la testa per tutto il giorno su Mario Kart Wii. La nostra amicizia è arrivata all’autunno? Mi chiedevi mandandomi un sms subito dopo. Quanto avrei voluto rispondere Se ce lo chiediamo in questo modo, siamo arrivati direttamente a inverno inoltrato. Due foto. Tanti ricordi. Sono sempre stato bugiardo: io adoro scattare foto.

2 Risposte to “Effetto Memoria – Continuazione”

  1. Quaest-io said

    Grazie🙂

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