La Calce, Pinocchio, La Sabbia E Gli Amori

21 agosto 2010

Voglio tornare a Pisa. E dopo questa piccola parentesi di disperazione ne apro e chiudo immediatamente un’altra. Ho passato l’estate più allucinante, non la più bella: la più allucinante (siete delle merde!), della mia vita. Tra qualche giorno il capitolo si chiude, con settembre alle porte, il Natale è alle porte, l’anno nuovo entrerà come al solito dalla finestra spaccando i vetri con un peto sonico e ci ritroveremo la cenere e il fumo dei fuochi d’artificio nelle case, insieme ai petardi e qualche pallottola a salve. Tempo di chiudere il mar Tirreno per manutenzione mentre il faro di Capocozzo è spento. Anche per quest’anno ho fatto un buco nell’acqua per quanto riguarda sane chiavate, non storielle d’amore di tre mesi del cazzo come in ogni film estivo targato Neri Parenti, ma sane chiavate. In un modo o nell’altro mi ritrovo alle quattro di notte dentro il bagno a scrivere qualche minchiata con rumori molesti che giungono dal giardino: gatti che miagolano, lucertole che corrono, passi di uomini delle caverne…

Voglio tornare a Pisa, lasciare qualche cadavere sulle coste di Clampetia e sotterrare quelli che ho lasciato sulla torre pendente, i più pesanti in assoluto, quelli di un anno difficile e incasinato, seppur allucinante anch’esso.

Voglio tornare, voglio mangiarmi ogni singolo mattone di quella città costruita sopra una palude e sputare i pezzettini che rimangono tra i denti addosso a ogni macchina che tenta di investirmi ogniqualvolta mi dirigo verso l’università.

Voglio rivederti, anche se sarà impossibile creare una buona occasione per vomitarti addosso tutte le cose belle che provochi in me: Sai, quel tuo corpicino che guardava me, ha spinto il mio corpicione verso te… Non sono mai stato il tipo per discorsi logorroici sulle sensazioni che provoca l’innamoramento.

Voglio tornare a studiare e parlare di matematica, bestemmiare senza che nessun truzzo mi mostri il suo rosario con diamanti incastonati e vantarsene manco avessero un cazzo lungo il doppio quello di John Holmes, urlare canzoni in Piazza Deh Cavalieri e ridere di fronte una qualsiasi cazzata ben costruita su YouTube con i soliti quattro stronzi che rimangono ad aspettare le donne delle pulizie.

Voglio che Salvetti mi cacci non una, ma altre cento volte alle tre di notte dal Dipartimento, voglio ritornare a prender per il culo i fisici e gli ingegneri, voglio giocare a scacchi da Nero e senza la Donna e vedere Gabriel che si incazza mentre gli rompo il culo, voglio tornarmene a Pisa perché l’estate mi ha rotto seriamente i coglioni.

Una Risposta to “La Calce, Pinocchio, La Sabbia E Gli Amori”

  1. Smt_1033 said

    Quell’autoerotismo a base di doccino…

    Resisti John, ancora poche settimane e si torna fra omomorfismi, sambuca, d20, deh, panzerfaust e macchinette.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: