Andiamo tutti a raccoglier patate

1 ottobre 2014

Non parlo, ché sentirei me stesso un cretino
non oppongo nulla alle tue intenzioni;
ascolto, perché finora non ho nulla da insegnare
e prendere le trame ricamate dei discorsi
delle argomentazioni
è un lavoro calzante apposta per me.

Non temere il silenzio dell’uomo:
non faccio altro che intrecciare
e cercare i colori più belli
per questa farsa da decorare,
il vuoto che ci assale,
riempirlo di gioia e armonia
e non di stupida e infantile prosopopea.

Fossero solo le parole!
I gesti, lo sguardo, i messaggi recepiti
qualora il destinatario parlasse
son tutti parte del dialogo,
ma cercare i contenuti
e non la grandiosa teatralità
della comunicazione umana
va un po’ a sfumare nella noia,
nel salotto da borghese
che altro non fa se non oziare.

Il dialogo è proletario,
il confronto internazionale!,
il conflitto è la Grande Conquista
del genere umano.

La pace che ammazza
la prendessero i ben pensanti
e continuassero a indignarsi
dei nostri ombrelli,
delle imprecazioni
e degli influssi dialettali.

Cosa ne sapete voi, che avete vissuto
male credendo di star bene
senza contribuire all’ordine dell’entropia?
Su ciò di cui
non sai parlare
devi solo tacere.

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